Le Suore Francescane dei Sacri Cuori in festa per il 50° e 25° di fedeltà di 15 Sorelle.

Le Suore Francescane dei Sacri Cuori in festa per il 50° e 25° di fedeltà di 15 Sorelle.

Sono le ore 17,30 di sabato, 8 settembre 2018. Entrando nella Chiesa dedicata a “S. Caterina d’Alessandria” in Capua, annessa all’Istituto “S. Caterina”, sede della Casa madre delle Suore Francescane dei Sacri Cuori, si respira aria di festa. Su un drappo azzurro, posto a sinistra della navata centrale, in lettere color argento, si legge:

“Renderò grazie al Signore per la sua giustizia 
e canterò il nome di Dio, l'Altissimo”. (Salmo 7,18)

Delicate composizioni di fiori bianchi addobbano il settecentesco altare centrale. Nella Cappella laterale a sinistra il Coro delle Suore è già pronto con gli spartiti in mano, l’organista, Sig. Pietro Piricone, è già alla tastiera e Suor Lidia Niso pronta a dirigere il coro che canterà in gregoriano il Kyrie, il Gloria, l’Alleluia, il Sanctus e l’Agnus Dei. In sacrestia ci sono numerosi sacerdoti già rivestiti dalle casule verdi che salutano il nostro Arcivescovo, Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Salvatore Visco, i seminaristi sono intenti a predisporre la processione introitale; nel bellissimo chiostro attendono con le lampade in mano le 15 Sorelle della Congregazione che ricordano il 25° (14 sorelle) e il 50° (una sorella) anniversario della loro consacrazione a Dio con la Professione dei consigli evangelici. I rintocchi della campana annunciano che tutto è pronto e che la Celebrazione Eucaristica sta per iniziare.
Aprono la processione i seminaristi che portano la Croce e i candelieri, seguono Suor Andreina Musone con la lampada dorata accesa, segno dei cinquant’anni della sua fedeltà a quanto ha promesso il giorno della sua Prima Professione e le altre 14 sorelle, tutte con la lampada di terracotta accesa per esprimere il loro grazie per il dono della fedeltà che da venticinque anni vivono con gioia dedicandosi al servizio di Dio e dei fratelli. Il coro intona l’antiphona ad introitum: “Veni Sponsa Christi” in latino, mentre le Sorelle “giubilari” giungono davanti all’altare e, con grande devozione, depongono le loro lampade a destra dell’altare ai piedi del Crocifisso di San Damiano, quasi a formare una cascata di luce. I sacerdoti prendono i loro posti intorno all’altare facendo corona all’Arcivescovo che presiede la Santa Messa della XXIII Domenica del Tempo Ordinario.
Nell’omelia l’Arcivescovo, commentando le letture, si sofferma in particolare sulla pagina del Vangelo di Marco che riporta uno dei tanti miracoli operati da Gesù, quello della guarigione del sordomuto. “Effatà”, cioè “apriti”, è la parola che Gesù pronuncia dopo avergli posto le dita nelle orecchie ed avergli toccato la lingua con la saliva e che opera il miracolo. Questi particolari ci ricordano la liturgia della nostra consacrazione battesimale che ci abilita all’ascolto della Parola di Dio e alla proclamazione della lode, perché Egli ha fatto bene ogni cosa. La consacrazione religiosa s’innesta proprio sul Battesimo ed esprime la sequela del Cristo casto, povero e obbediente che di villaggio in villaggio annuncia la buona novella del Vangelo beneficando tutti coloro che incontra nel suo cammino.
Dopo l’omelia, prima Suor Andreina, italiana, e poi le altre 14 sorelle, di cui 11 di nazionalità filippina e tre di nazionalità indiana, rinnovano la Professione dei voti per esprimere davanti alla Chiesa la loro scelta di vivere in castità, povertà e obbedienza per tutti i giorni della loro vita. Su di loro e sul loro proposito l’Arcivescovo invoca la benedizione di Dio.
La Celebrazione Eucaristica prosegue impreziosita dai canti: “Jubilate Deo” di Manganelli e “Qui te expectant, Domine” all’offertorio; “Ave Verum” di Mozart e “O salutaris Hostia” di Bellini alla Comunione e “Laudate Dominum” di Handel quale canto finale.
Dopo l’orazione finale, Madre Amabile Galatà, Superiora Generale delle Suore Francescane dei Sacri Cuori, dà lettura dei telegrammi, pervenuti alla Congregazione su richiesta di Sua Em.za il Card. Angelo Comastri, con i quali Sua Santità, Papa Francesco, imparte alle festeggiate e ai loro parenti e amici la sua paterna benedizione. A questo punto, a nome di tutte, una delle sorelle giubilari, Suor Arlyn Bernal, si rivolge ai presenti con il seguente messaggio:

Pace e bene!
Facendomi voce delle mie consorelle giubilari, cioè di tutte noi che abbiamo ricordato il nostro giubileo di vita religiosa, esprimo il nostro vivo ringraziamento soprattutto alla Santissima Trinità, fonte di ogni bene e principio del nostro essere. Alla Vergine Santa, nostra madre, Maria, modello di ogni vocazione, agli Angeli e ai Santi; a Santa Margherita da Cortona, patrona della nostra Congregazione e al nostro amatissimo fondatore, il venerabile Padre Pimpliciano della Natività, di cui oggi ricorre la festa onomastica.
Vogliamo porgere il nostro filiale ringraziamento a Lei, Eccellenza rev.ma, Mons. Salvatore Visco, Arcivescovo di questa amata Chiesa di Capua che ha presieduto questa solenne Eucaristia; ringraziamo i sacerdoti concelebranti e i ministranti.
Un grazie dal profondo del cuore ai nostri carissimi genitori vivi o defunti che ci hanno dato la vita e ci hanno generosamente offerte a Dio. Un ringraziamento va alle nostre guide spirituali che ci hanno sostenute nel nostro cammino di fede, alla nostra carissima famiglia religiosa, guidata della rev.ma Madre, suor Amabile Galatà, Congregazione che ci ha accolto con pazienza e amore e ci ha impregnate dello spirito francescano; grazie agli amici, ai benefattori e a voi tutti qui presenti, venuti per condividere la nostra gioia nel celebrare questo nostro giubileo.
Un caloroso e particolare grazie anche al coro, formato dalle nostre sorelle, e guidato dal Maestro Pietro Piricone, poiché con le loro voci angeliche hanno reso ancor più solenne questa liturgia.
Dal giorno della nostra prima professione religiosa, abbiamo cercato, pur se con fatica, di spendere la nostra vita per la gloria di Dio e al servizio dei fratelli e delle sorelle che il Signore ha posto lungo il sentiero del nostro cammino, e in modo particolare per tutti quei nostri fratelli più bisognosi per i quali abbiamo consacrato la nostra stessa vita. Abbiamo potuto constatare che tu, Signore Dio nostro, ci hai amate, accompagnate e perdonate sempre in quest’anni di vita religiosa, nonostante le nostra fragilità e le debolezze umane; pur avendo fatto tutto per la tua gloria, dobbiamo affermare che siamo piccole creature, capaci di fare poco o nulla di buono.

50 anni sono Suor Andreina musone, e 25 anni fa’ noi:


suor Arlyn Bernal
suor Melagros Abines

suor Ananema Peña
suor Nancelyn Valdehueza

suor Corazon Galamiton
suor Prescilla Fabulare

suor Jessy Augustine Chanassery
suor Resurreccion Celso

suor Lurlyn Atienza
suor Saly George

suor Maria Corazon Dolorfino
suor Sheela Kachappilly

suor Maria Victoria Cabarse
suor Victoria Rabanos

abbiamo risposto alla tua chiamata e abbiamo pronunciato il nostro “Eccomi, Signore”.

La vocazione è un offerta d’amore e noi abbiamo creduto all’amore, a Cristo come il nostro tesoro, la nostra realizzazione e la nostra felicità. Abbiamo offerto la nostra vita come sacrificio santo e gradito al Signore nostro Dio. Egli è il nostro amore, l’unico amore, il centro della nostra vita di consacrazione.

Questa solenne celebrazione giubilare non conclude la nostra corsa, anzi proprio ora comincia un nuovo percorso. “Signore da chi andremo?... tu solo hai parola di vita eterna… tu sei la via, la verità e la vita”.
Signore Gesù, dacci ancora il coraggio di amarti e di esserti sempre fedeli e aiutaci ad aver cura, ad accompagnare e servire la nostra famiglia francescana e la Chiesa in tutti i momenti della nostra esistenza.
Ti rendiamo grazie, Signore, per la tua giustizia, donaci di cantare il tuo nome, Dio altissimo e onnipotente, per sempre”. ( cfr. Salmo 7, 18)

 

 

Congregazione Suore Francescane dei Sacri Cuori

Piazza S. Francesco, 4,
81043 Capua (CE)
0823 961063
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